Che Lingua parlano i Barman?

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Se hai risposto ” Il Barmanese ” , per questa volta sei perdonato :-) .

Più verosimilmente invece, avrai pensato all’ “Inglese”, come la maggior parte delle persone. La risposta è in parte vera, ma forse non è abbastanza. Prima di rispondere in maniera esaustiva, dobbiamo fare qualche passo indietro nella storia. Ad esser più precisi, dobbiamo tornare al 1830, una data ormai convenzionale nel mondo del Bartending.

Se ancora non ti fosse chiaro, stiamo parlando della nascita di Jerry Thomas, il Pioniere del bere miscelato.

Jerry Thomas

Jerry Thomas

La storia di questo personaggio è una fonte inesauribile d’ispirazione per tutto il movimento del Bartending e se ancora non ti fossi documentato abbastanza, ti consigliamo di farlo al più presto. Come avrai modo di scoprire, gran parte della cultura del bere miscelato si deve alla caparbietà di questo personaggio. La sua vita è, infatti, un concentrato di esperienze e innovazioni.

Possiamo tranquillamente affermare che Jerry Thomas abbia creato un vero e proprio “Linguaggio Universale”.

Certo, il fatto che sia nato a New York, che abbia trascorso gran parte della sua vita professionale tra la Grande Mela, la California (ed in genere in Paesi caratterizzati dalla lingua anglosassone), fanno si che questo “Linguaggio Universale” possa esser facilmente confuso con la “Lingua Inglese”.

Possiamo accontentarci di questa semplice risposta? Possibile che sia tutto qui?

Certo che NO!

Se davvero riducessimo tutto ad una mera questione linguistica, forse commetteremmo uno dei più grandi torti della storia e non renderemmo giustizia ad un personaggio che ci ha lasciato molti più insegnamenti di quanto si possa semplicemente identificare nei nomi degli utensili e delle creazioni (Cocktails) in Lingua Inglese.

Dobbiamo sforzarci di andare più in profondità e capire che il “Linguaggio” che ci ha lasciato Thomas è molto di più di un ricettario o un formulario da imparare a memoria in Lingua Inglese.

Se guardiamo attentamente alla sua biografia, c’è un passaggio che non può lasciare indifferenti:

“Dopo una prima esperienza lavorativa come barista a New Haven (Connecticut), decise di salpare per la volta della California. Era il periodo della Corsa all’Oro Californiano e Thomas ne approfittò per continuare a svolgere il suo lavoro di barista, di cercatore d’oro, ma anche e soprattutto di Organizzatore di “Ministrel Show”.”

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“I Ministrel Show erano una forma di spettacolo statunitense che consisteva in una miscela di sketch comici, varietà, danze e musica, interpretati da attori bianchi con la faccia dipinta di nero,  o (specialmente dopo la guerra civile americana) da Afroamericani sempre con la faccia dipinta di nero. I Minstrel Show rappresentavano i neri in maniera stereotipata, e quasi sempre offensiva: in questi spettacoli erano immancabilmente mostrati come ignoranti, pigri e superstiziosi, e veniva accentuato in maniera caricaturale il loro amore per la musica. Il Minstrel Show è considerato la prima forma teatrale originale statunitense, e fra il 1830 e il 1840 ebbe un ruolo fondamentale nella nascita dell’industria discografica statunitense. Per lungo tempo è stato una finestra su come la popolazione statunitense bianca vedeva la popolazione nera. Nonostante i suoi forti connotati razzisti ha stimolato per la prima volta l’interesse dei bianchi nei confronti della cultura e delle tradizioni afroamericane”.

Se riuscissimo a mettere per un momento da parte i connotati razzisti di questa vicenda, lasciando questo compito al giudizio degli storici, riusciremmo ad intravedere invece un qualcosa di straordinario, che è di fondamentale importanza per noi.

Thomas era uno ShowMan, ancor prima di essere il “Professore” dei Bartender.

Egli aveva una naturale propensione allo Show che gli ha permesso nel tempo di fondere le sue passioni creando uno STILE COMUNICATIVO UNICO nel suo genere. Egli ha portato la Creatività laddove esistevano solo Procedure. Thomas ha compreso prima di altri l’importanza di legare il Linguaggio Tecnico nella preparazione dei Cocktails, al Linguaggio del suo Corpo. Al suo Stile.

In un certo senso, è come se avesse creato un Nuovo Mercato. Egli ha capito prima di altri, che la vera partita da vincere era quella di CATTURARE L’ATTENZIONE delle persone.

E’ forse questa la più grande Lezione lasciata dal “Professore”:

Cercare. Creare. Migliorare il proprio Stile.

Rendersi Unici e Inconfondibili.

Creativi.

Per rispondere alla domanda iniziale quindi:

Che lingua parlano i Barman?

I Barman parlano il Linguaggio della Creatività.

Tutti gli altri preparano qualcosa da bere.

Che tu abbia o meno la fortuna di praticare già questo splendido lavoro, che tu ti stia preparando o meno ad entrare in questo Fantastico Mondo, ricorda che hai un bellissimo dono da coltivare. La Fortuna di poter Esprimere te Stesso in quello che fai!

Non smettere mai di migliorarti!

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